14/06/2026 Cima Socede (Lagorai)

Distanza totale: 11.3 Km (5↑ 4.3↓ 2↔)
Altitudine massima: 2173 m
Altitudine minima: 1451 m
Dislivello assoluto: 722 m
Totale salita: 750 m
Totale discesa: -754 m
Tempo totale con soste: 7h 19′
Tempo in movimento: 3h 32′
Presenti: Bruno, Cippe, Luisa, Pedro, Stefania

Bel giro in zona Lagorai, ricca di acqua con presenza di molti laghetti, cima Socede come obiettivo più alto, ma anche altri punti incantevoli, percorso alla portata di tutti e non troppo faticoso.

Parcheggio in val Campelle. Quota 1451 m.
Lasciamo l’auto alla fine della val Campelle, ci sono vari parcheggi lungo la strada. Percorsi pochi metri dal ponte Conseria prendiamo a destra (0.13 km, 145 m, 3′) una stradina asfaltata che si inoltra nel fitto bosco di abeti. Troviamo un primo bivio (0.3 km, 1478 m, 6′) dove procediamo a sinistra seguendo le indicazioni per rifugio Conseria. Siamo sulla strada forestale Aia del Buso Nassare che lasciamo in corrispondenza di un curvone verso destra dove noi procediamo dritti (2.04 km, 1655 m, 38′) per poi uscire dal bosco poco più avanti tramite un bellissimo ponticello di tronchi (2.14 km, 1656 m, 40′) alla cui destra si aprono ampie e verdeggianti radure che terminano in un piccolo laghetto. Teniamo la sinistra seguendo il sentiero che sale il versante sud di cima Socede che incombe sopra di noi anche se non visibile. Verso i 1750 metri la pendenza si addolcisce leggermente e degrada sempre più in prossimità di malga Conseria lasciando ampie vedute verso sud-ovest dove in lontananza sulla sinistra sono visibili le cime dell’altopiano di Asiago (Vezzena e Palon). Il sentiero sbocca sulla tada Malga Conseria (3.67 km, 1835 m, 1h 20′) che porta all’omonimo rifugio che sfioriamo velocemente continuando il nostro cammino sul sentiero 326 verso il passo cinque croci tra mucche e prati in fiore. Il percorso, inizialmente una vera e propria strada bianca, diventa poi erboso ed infine un sentiero vero e proprio che fiancheggia uno dei tanti torrenti presenti in queste zone. Oggi tra l’altro è in corso una manifestazione ciclistica e proprio in questo tratto passano alcuni atleti e molti altri ancora ne vediamo lungo la strada forestale. Il sentiero raggiunge il cocuzzolo dei morti (4.34 km, 1928 m, 1h 52′) nome presumo dovuto alla presenza di un piccolo cimitero. Ci sono anche una croce ed una targa commemorativa ai caduti della grande guerra oltre ad alcune tabelle (4.36 km, 1932 m, 1h 56′) con indicazioni, noi proseguiamo sulla traccia al centro verso passo cinque croci o forcella magna. Raggiungiamo il passo cinque croci (4.9 km, 2018 m, 2h 11′) da cui si gode un notevole panorama, in particolare spicca verso est cima d’Asta (2847 m) proprio sopra le tabelle. Percorsi pochi metri prendiamo il sentiero L38 a destra (4.96 km, 2020 m, 2h 16′) che porta a cima Socede, molto panoramico, aperto e pieno di rododendri che iniziano a sbocciare in questi giorni, tra qualche settimana sarà uno spettacolo. Il percorso lascia ampie visuali tutt’intorno, verso il cocuzzolo, le montagne intorno a noi e la nostra meta, l’ultima rampa, si vede la croce di vetta.

Cima Socede (5.7 km, 2165 m, 2h 42′)
Arrivati in cima c’è l’imbarazzo della scelta su cosa visitare prima, la vetta con il suo panorama, il ricovero, le trincee, ce n’è per tutti i gusti, mi faccio con calma un giretto dappertutto, perlustro anche l’interno del ricovero col Bozzano, e dall’alto vedo anche il laghetto dove ci fermeremo più tardi, poi torno sulla cima ad armeggiare con un puntatore metallico che permette di mirare alle cime più importanti visibili da qua. Facciamo giustamente pausa pranzo in questo luogo più che meritevole per una sosta godendoci il panorama.

Riprendiamo il cammino un po’ dispiaciuti di lasciare questo bel posto ma ansiosi di arrivare al laghetto, volendo ci sarebbe da girare nei dintorni per visitare le postazioni militari rimesse a posto dagli enti locali, ma noi proseguiamo sul 326 fino a raggiungere un primo bivio (6 km, 2153 m, 3h 45′) dove scendiamo a sinistra verso forcella Magna. In realtà si potrebbe anche andare a destra percorrendo un sentiero in cresta che poi termina e scende ripido verso la nostra traccia in questo punto (6.25 km, 2105 m, 3h 51′). Poco più vanti un secondo bivio (6.52 km, 2108 m, 3h 57′) dove proseguiamo a destra sul sentiero dei laghi superando un piccolo dosso che permette di raggiungere un primo laghetto sul quale però non ci soffermiamo puntando dritti al secondo che è più grande e già visibile sotto di noi. Volendo dal primo laghetto parte una traccia (6.6 km, 2117 m, 4h) dal giro più ampio che permette di passare vicino ad altri due laghetti più piccoli e volendo ad altri ancora più avanti ai Giaroni del Cengiello Rosso, ma ci accontentiamo. Procediamo a vista sui morbidi prati che portano al secondo laghetto in questa zona ricchissima di acqua prevalentemente risorgiva, praticamente ogni laghetto è un punto da cui sale l’acqua dal sottosuolo.

Secondo laghetto (7.04 km, 2067 m, 4h 8′)
Una pausa è d’obbligo, tutti abbiamo messo i piedi in acqua, fredda ma rigenerante, osservando nel contempo la fauna del lago, molto interessante, abbiamo pure fantasticato su un possibile ritorno in questo luogo magico per passare la nottata in tenda ascoltando la notte silenziosa e lontana dai rumori antropici e più vicini alle stelle che saranno sicuramente visibili a migliaia, dev’essere proprio uno spettacolo. Ci allontaniamo dal lago per riprendere il sentiero (7.22 km, 2066 m, 5h) che scorre tangente al ruscello che è emissario del primo laghetto. Il sentiero prosegue docilmente in discesa senza affaticare troppo le ginocchia e verso i 2000 metri di quota si torna a camminare nella fresca ombra del bosco. Più avanti superiamo il raccordo (8.3 km, 1960 m, 5h 25′) con il sentiero a cui accennavo prima, del giro più ampio, proseguiamo dritti fino a raggiungere nuovamente il Cocuzzolo dei Morti (8.6 km, 1934 m, 5h 29′). Da questo punto ripercorriamo lo stesso percorso dell’andata fino a raggiungere il rifugio malga Conseria (9.23 km, 1850 m, 5h 45′) dove è presente anche una colonnina di ricarica per le biciclette. Da qui riprendiamo il 326 che scende per via più diretta a Ponte Conseria. Per gli amanti della natura selvaggia sotto al rifugio è presente un bivacco accessibile da questo bivio (9.45 km, 1813 m, 6h 38′) noi proseguiamo in discesa lungo un rio indicato come primo affluente del torrente Maso di Spinelle dal quale ci stacchiamo verso i 1750 metri dove il sentiero prosegue in discesa più dolcemente fino a quota 1600 dalla quale vi è un ultimo strappo ripido finale. E’ in questo tratto che troviamo diverse splendide piante di orchidee della specie Dactylorhiza, non sono un esperto di fiori, ci ho messo mezzora a trovare il nome spero sia giusto. Ad ogni modo la discesa prosegue ripida fino a raggiungere (10.8 km, 1522 m, 7h 9′) la strada forestale Conseria che volendo si può anche percorrere, noi preferiamo il sentiero per raggiungere infine ponte Conseria.

Parcheggio (11.3 km, 1451 m, 7h 19′)
Giro molto interessante, non troppo faticoso, con bei panorami e luoghi suggestivi, da percorrere con calma per godere appieno le bellezze che si trovano lungo il percorso. Bravi tutti alla prossima.

Leave a Response