30/08/2026 Valbella (Altopiano di Asiago)
Distanza totale: 8.4 Km (3.1↑ 3↓ 2.3↔)
Altitudine massima: 1314 m
Altitudine minima: 1066 m
Dislivello assoluto: 248 m
Totale salita: 480 m
Totale discesa: -456 m
Tempo totale con soste: 3h 48′
Tempo in movimento: 2h 20′
Presenti: Antonio, Cippe, Francesca, Laura, Luca, Silvano
Silvano ci ospita una notte nella sua neo dimora, ci adesca con la Calà del Sasso, ma ci limitiamo a due giretti nei dintorni della Valbella, con divagazione fungina nel primo giorno. Bellissimo il contesto della casa, una location veramente spettacolare, dominante, tranquilla, per pochi intimi, fuori dal caos dei grossi centri, insomma azzeccata, almeno per quanto riguarda i miei canoni.
Col d’Ecchele. Quota 1100 m.
Lasciamo l’auto nel parcheggio privato di fianco alla casa sotto la gobba del col d’Ecchele che significa col del vento da quanto ci ha spiegato Silvano, dovuto credo alla posizione a chiudere la valle sottostante. Scendiamo su via Ecchele fino a raggiungere via Ruggi (0.25 km, 1092 m, 4′) dove proseguiamo a sinistra e poco più avanti prendiamo a destra via Caporai (0.31 km, 1090 m, 5′) lasciando l’asfalto qualche metro più avanti seguendo le indicazioni per Col del Rosso sul sentiero 805. Qui in realtà ci sono due possibilità, salire dolcemente seguendo la strada o più ripidamente sul sentiero per vie più brevi. Le abbiamo fatte entrambe, nel primo caso lungo la strada si possono ammirare un paio di manufatti antichi come questo argano che serviva immagino a prelevare acqua e quest’altro marchingegno di cui non ho idea a cosa potesse servire. Se non vi interessano ed avete fretta abbandonate la strada andando a destra si fa molto prima. Il sentiero fa la tangente alla frazione di Caporai (0.5 km, 1115 m, 9′) e prosegue su sterrata fino ad entrare nel bosco (0.6 km, 1126 m, 10′) sempre mantenendo la destra. Presa un po’ di quota si attraversa un bel bosco di faggi percorrendo una strada forestale, si prosegue a sinistra all’unico bivio (1.28 km, 1205 m, 26′) mentre a destra si raggiunge contrada Zaibena e poi Stoccaredo ed infine si esce dal bosco ora di abeti in corrispondenza di un cancelletto (1.71 km, 1218 m, 32′). La visuale, fino ad ora ostruita dalla vegetazione, si apre sulla Valbella. Dopo pochi metri troviamo sulla strada il monumento (1.84 km, 1219 m, 34′) in memoria del 157° Reggimento Fanteria Liguria che qui partecipò alla battaglia dei Tre Monti. La strada scende dolcemente verso la Valbella, lungo il percorso troviamo tra i sassi dei lavori di sistemazione della strada alcuni reperti, più che altro schegge di bomba, che depositiamo nel monumento successivo (2.2 km, 1182 m, 43′) dedicato al capitano Eugenio Niccolai della brigata Sassari le cui gesta sono qui descritte. Dopo un’accurata visitina al monumento torniamo all’incrocio situato subito sotto proseguendo a destra verso l’interno della Valbella. Proseguiamo sull’ampia strada bianca che scorre nella valle praticamente in piano fino a raggiungere il bivio (2.9 km, 1154 m, 59′) che a destra porta al monte Valbella risalendo la pista da sci, in realtà noi proseguiamo poco più avanti per visitare il santuario della croce tornata (2.97 km, 1154 m, 1h 1′) la cui storia è spiegata in una serigrafia. Risaliamo a questo punto la pista da sci, cosa alquanto noiosa, tanto che ci inoltriamo nel bosco adiacente alla ricerca di qualche fungo per distrarci un po’.
Monte Valbella (4.15 km, 1311 m, 1h 32′)
La sommità è dominata da un grande sito commemorativo che narra le vicende della battaglia dei Tre Monti, ma anche deturpata dagli impianti di risalita che fanno qui il loro punto di arrivo sia da est che da ovest, da questa cima ci sono almeno quattro piste da sci che scendono verso le valli circostanti. Decidiamo di fare qui la nostra base per una breve sosta pranzo e allora ne approfitto per fare un giretto con il drone:
La discesa ripercorre nel suo primo tratto il percorso di salita poi però per diversificare prendiamo la pista in discesa più a destra (4.38 km, 1299 m, 2h 22′) dove alcune mucche ci fanno compagnia. Superata la barriera boschiva sotto di noi è ben visibile il nostro percorso ed i nostri prossimi obiettivi. Raggiungiamo prima di tutto la strada bianca (5.6 km, 1148 m, 2h 42′) nei pressi della quale ci sono anche delle tabelle, la attraversiamo e prendiamo la strada che porta a malga Melago (5.73 km, 1154 m, 2h 51′) posizionata poco più sopra e visibile già nella discesa da monte Valbella. A questo punto la salita si fa ripida e raggiunge un bivio dove decidiamo di procedere a destra (5.96 km, 1184 m, 2h 56′). In ogni caso si arriva sulla cresta che unisce Col del Rosso con monte Melago, scegliendo a destra si arriva in mezzo ai due monti, a sinistra invece a Col del Rosso. In alcuni tratti il sentiero è poco visibile ma procedendo verso l’alto si raggiunge la evidente stradina che corre lungo la cresta (6.58 km, 1279 m, 3h 11′). Prendiamo la sinistra in direzione Col del Rosso che si raggiunge in un attimo (6.82 km, 1279 m, 3h 18′) la strada in realtà passa sotto il monte, la cima vera e propria è più a sinistra, se di cima si può parlare, a destra invece il panorama offre delle belle visuali verso il Grappa. Proseguendo si arriva al monumento in memoria della Brigata Sassari (7.1 km, 1274 m, 3h 25′) e poco prima si passa vicino al monumento che ricorda il caporale Bruni, infine si raggiunge la forcella crocevia di vari sentieri (7.14 km, 1281 m, 3h 26′) indicata come località Col del Rosso e limitrofa al monumento della brigata Sassari. Dalla forcella prendiamo la strada comunale Col del Rosso che è la via più diretta per rientrare ed offre un panorama non da poco verso il Grappa, col D’Ecchele e la Valstagna di cui si vede la cava. Lungo la discesa si può accorciare il tragitto prendendo a destra (7.42 km, 1251 m, 3h 30′) una traccia che lascia la strada sterrata e scende più diretta verso frazione Caporai che si raggiunge in pochi minuti (7.85 km, 1129 m, 3h 39′) giusto il tempo di godere di uno squarcio panoramico verso Stoccaredo. Raggiunto Caporai proseguiamo sullo stesso percorso di andata fino a raggiungere col d’Ecchele.
Col d’Ecchele (8.38 km, 1100 m, 3h 47′)
Ricordo che la cima è un po’ più su noi siamo subito sotto in via d’Ecchele. Altra piccola informazione, una volta scesi sulla strada asfaltata se si prosegue dritti in via Ecchele (non Ecchelen è un errore anche su GMaps è sbagliato) si può visitare il monumento a Roberto Sarfatti, pochi metri, questione di minuti, di cui ho riportato il WP, uno dei tanti caduti, costui assume importanza in quanto si vocifera che fosse figlio del duce. Bene, bravi tutti ed alla prossima, un doveroso grazie a Silvano per l’ospitalità e nondimeno a Monica che ha sopportato la nostra invadenza e preparato gustosi manicaretti.

