20/02/2021 Passo Giau – Forcella Giau – Mondeval (Ampezzano – ciaspole)

 

Distanza totale: 8,6 Km (3,7↑ 1,2↓ 3,7↔)
Altitudine massima: 2.455 m
Altitudine minima: 1.999 m
Dislivello assoluto: 423 m
Totale dislivello: 591 m
Totale discesa: 491 m
Tempo totale: 6h (soste incluse)

Presenti: Bruno, Cippe, PaoloG.

Dopo una serie di proposte, annullamenti, rinvii, eccetera, finalmente ci siamo, la prima escursione del 2021 in piena pandemia, con tutti questi colori giallo, arancione, rosso, decidiamo di rilassarci in questo incantevole contesto immergendoci nel bianco neutro (sogno di tutte le regioni ormai) vicino al passo Giau. Partiamo alle 6:30 da Padova puntualissimi, caffé alla Briciola e poi dritti fino al passo. Qui due metri di neve ci impediscono di capire dove mollare l’auto, dovremmo partire dall’attacco del sentiero 436, ma trovarlo non è facile. Dopo qualche su e giù per il passo e constatato che non ci sono aiuole per parcheggiare se non al passo stesso lasciamo l’auto lungo la strada insieme a tante altre, sarà una giornata affollata.

Partenza. Quota 1.999 m. Distanza 0. Tempo 0.
I pochi slarghi lungo la strada sono già occupati, ci accodiamo lungo la statale, ci vestiamo e via subito con le ciaspole ai piedi nella morbida neve, ascoltando quel dolce rumore provocato dalla pressione del nostro peso sulla neve. Eccoli i cartelli di inizio sentiero, impossibile vederli dalla strada, la giornata è splendida e non fa per nulla freddo, dopo pochi passi appena lasciata l’ombra ci togliamo le giacche, la maglia termica è sufficiente. In pochi minuti raggiungiamo il pianoro che si estende sotto il passo Giau verso i Lastoi di Formin e già qui il panorama fa brillare gli occhi e sospirare il cuore, soprattutto alle nostre spalle dove spiccano la Croda Rossa e le Tofane (Rozes e Di Mezzo). Finito il pianoro si inzia a salire, salita che avviene defilata sulla sinistra anche se qualcuno percorre la traccia estiva, più ripida. Meglio seguire la massa di scialpinisti, si suda meno. Le fatiche della salita diminuiscono in prossimità di questo masso dove ci ricompattiamo, nell’attesa origliamo i discorsi di una guida alpina con i suoi due clienti di Milano, ma il divieto di spostamento tra regioni ? Pensiamo ad altro che è meglio, la Croda Rossa mi rasserena l’animo e mi addolcisce il cuore, ma che nervoso che sono, e le Tofane, il ricordo corre veloce allo scorso agosto durante quel magnifico giro sulla di Mezzo e la Di Dentro (vedi articolo). Giusto per aumentare la nevrosi, dopo la foto in controluce al masso di cui sopra sbircio il risultato sul display, tutto nero, guardo le foto fatte fino ad ora, tutto nero, che cacchio succede ? Smanetto nervosamente sulla macchina, scorro le impostazioni, nulla, in manuale tutto nero, solo in automatico funziona, e dopo una quarto d’ora di tentativi vani mi adeguo e mi accontento poi a casa risolverò tutto con un reset totale, qualche impostazione probabilmente modificata per errore ed a me sconosciuta mi impediva di scattare in manuale la mia modalità operativa preferita, comunque grazie al salvataggio in NEF recupero anche le foto nere, i primi 11 scatti. Volgo lo sgaurdo in avanti i miei compari intanto sono quasi alla forcella devo muovermi.

Forcella Giau. Quota 2360 metri. Distanza 2,5 km. Tempo 1h 30′.
Mi ricordavo bene la forcella raggiunta nel 2015 (vedi articolo), un luogo meraviglioso, dove il panorama spazia su tutto il fronte dolomitico, dalla conca cortinese, alle dolomiti di Sesto, dal Piz Boé alle dolomiti di Brenta, uno spettacolo reso ancor più bello dalla giornata meravigliosa e dal candore della neve. Dopo aver ammirato il panorama ci avviamo verso la nostra meta. Davanti a noi ora spicca il Pelmo che ci fa proprio da guida mentre sulla destra si sviluppa il piano dolcemente inclinato del Mondeval, così ambito dai patiti dello scialpinismo. Raggiungiamo il punto più basso dopo la forcella Giau che corrisponde al laghetto delle Baste e che è ovviamente coperto di neve, non ce ne accorgiamo ma ci passiamo sopra. Alla nostra destra scorgo una conca meravigliosamente bianca e soffice tra il Mondeval ed il Piz del Corvo, sembra una culla per giganti, o un deposito di panna montata, ad ognuno la fantasia che preferisce, sullo sfondo il Civetta. Un’ultima fatica per affrontare il dolce pendio del Mondeval prima di godere del panorama a 360°.

Mondeval. Quota 2455 metri. Distanza 4,5 km. Tempo 3h 15′.
Vado proprio sulla punta, ed inizio una sequela di scatti che sembra non finire più. Faccio anche un video panoramico ma preferisco le foto dove poi mi diverto con calma a riconoscere le varie cime verso sud ovest:e verso nord est:Video a 360°

fatto ciò torno un po’ più in basso vicino ai miei compagni a consumare il pranzo,  ad ammirare il panorama ed a guardare divertito gli scialpinisti che uno alla volta si lanciano lungo la discesa. Sono veramente in tanti, di svariato tipo, donne e uomini, bravi ed alle prime armi, giovani ed attempati, tranquilli e chiassosi, qualcuno mette musica a tutto volume, qualcun altro impreca, alla fine torna il silenzio … o quasi, impossibile con tutta questa gente. Insomma ci rimettiamo in moto, questa volta in discesa verso forcella Giau mentra l’Antelao ci guarda le spalle e punta Lastoi di Formin, se ce ne fosse bisogno, ci fa da riferimento. Un’ultimo sguardo prima di arrivare alla forcella che raggiungiamo in circa 45′. Ancora qualche minuto di sosta per ricompattarci ed ammirare di nuovo il panorma che ora già ha un’altra luce. Il Piz Boè si distingue chiaramente con la sua lunga sagoma. Riprendiamo la discesa accompagnati ora dalla Croda Rossa d’Ampezzo e dalle Tofane, poi raggiunto il masso che segna l’inizio del tratto ripido scattiamo una foto di gruppo. E’ tutto più facile ora in discesa, un po’ di invidia nel guardare gli sciatori sfrecciare velocemente sulla morbida neve dove rimangono inequivocabili le loro tracce, messe in risalto dalla luce del sole che ormai stanco di averci illuminato la strada per tutto il giorno si appresta a portare la sua luce altrove ed intanto penso alla mia padella, chissà se l’avessi portata forse avrei potutto azzardare qualche discesa anch’io. Raggiungiamo il pianoro, le ombre si allungano e spunta pure la luna sopra i Lastoi di Formin, ci siamo, un paio di ore per la discesa. L’auto è ancora al suo posto che ci aspetta, il tempo di cambiarci e si rientra.

Arrivo. Quota 1999. Distanza 8,6 km. Tempo 6h.
Bravi tutti, posto fantastico, percorso poco impegnativo ma remunerante, massa casin, ma di questi tempi va bene così, questi sciatori devono pur sfogarsi da qualche parte, i ciaspolatori erano comuque pochi, diciamo un 10%, forse anche meno. To the next.

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