La società opera principalmente nel quartiere di San Lorenzo da Brindisi ma tra le sue file annovera bambini provenienti anche da quartieri e comuni limitrofi (San Carlo, Arcella, Mortise, Torre, San Bellino eccetera).

Nata nel lontano 1966, l’ASD S.Lorenzo Padova in questi ultimi anni si è concentrata nel solo settore giovanile e scolastico con l’intento di trasmettere ai piccoli non solo nozioni sportive ma anche etiche e sociali per una sana ed armoniosa convivenza con i coetanei, italiani, comunitari ed extracomunitari. La crescita è costante e lo dimostra il gemellaggio che la società ha stipulato nel 2008 con il calcio Padova.

La società ci tiene a sottolineare che non ha scopo di lucro. Tutto ciò che viene raccolto (quote, sponsor, donazioni) viene completamente utilizzato per i bambini. Le persone che dirigono ed organizzano le attività sono … siamo, noi genitori.

Perché solo il settore giovanile ? Perché è una missione. Il nostro scopo non è tanto quello di “produrre” campioni, ma di forgiare uomini. Certo qualcuno riuscirà a sfondare, qualcuno potrà andare avanti, ma la maggior parte di questi ragazzi hanno solo bisogno di stare insieme, di imparare a comunicare tra di loro stimolati dallo sport, dal sacrificio e dallo sforzo che l’attività sportiva richiede per riuscire ad ottenere dei risultati. In pratica lo sport deve essere una scuola di vita dove si impara che nulla si ottiene senza il proprio impegno personale.

Lo sport deve però essere anche un’occasione di dialogo e di confronto tra coetanei, tra italiani, comunitari extracomunitari e chi lo sa … extraterrestri. Ogni tanto qualche marziano arriva, passa e di solito non lascia il segno.

Ecco quindi giustificata la presenza massiccia di genitori e volontari nella gestione della società, perché non ci può essere interesse personale dietro a questa meravigliosa macchina di formazione, ma solo un obiettivo sociale, morale, educativo.

Intorno alla pura attività sportiva la società si propone di inserire i ragazzi nelle varie attività parrocchiali, a parte le solite come il catechismo per esempio, stiamo portando avanti da qualche anno la formazione di gruppi omogenei di ragazzi che partecipano durante l’anno ai vari campi estivi o ai ritrovi domenicali di guppo creando l’occasione di giocare assieme e di affrontare discussioni su particolari argomenti di interesse.

Abbiamo sentito parlare spesso nelle riunioni della FIGC del problema dei calciatori mercenari, delle spese divenute insostenibili, ecco, crediamo che ci sia alla base una errata percezione di quello che deve essere il calcio prima di tutto e cioé un momento di sana e gioiosa competizione dove l’importantza della vittoria deve passare in secondo piano rispetto ai valori che lo sport stesso deve insegnare:

Rispetto

Lealtà

Impegno

Sacrificio ….

E  l’esempio deve arrivare in primo luogo da chi sta fuori dal campo, da noi genitori. Quindi rimbocchiamoci le maniche e tuffiamoci in questa bellisssima esperienza.

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