30 e 31/10/2016 Rifugio Chiampizzulon

   
Giorno 30/10/2016

Distanza totale: 5,5 Km (3,4↑ 1,3↓ 0,8↔)
Altitudine massima: 1815 m
Altitudine minima: 1312 m
Totale salita: 529 m
Totale discesa: -159 m
Tempo totale: 02:24:18


Giorno 31/10/2016

Distanza totale: 4,2 Km (350↑ 3563↓ 350↔)
Altitudine massima: 1711 m
Altitudine minima: 1320 m
Totale salita: 73 m
Totale discesa: -413 m
Tempo totale: 01:23:08

 

Presenti: Tanta gente, tutti quelli della foto qui sopra.

Inizierei con un bel ringraziamento a Bruno ed Anna, l’organizzatore di questa due giorni e la gestrice del rifugio. Vi assicuro gestrice esiste ho verificato, si può anche dire gestitrice, ma sono brutti entrambi. Ritrovo domenica mattina ad un orario più che comodo, le nove circa, nel parcheggio di Fede. Partiamo verso Sappada percorrendo l’autostrada A27 in direzione Longarone. All’uscita ci attende una lunga coda, ne approfittiamo per una sosta al solito bar per prendere un caffè e fare una leggera colazione. Riprendiamo in direzione Auronzo poco prima della quale svoltiamo a destra per Santo Stefano e Sappada. Arriviamo a Rigolato che sono quasi le 12 e 30, appena entrati in paese prendiamo una stradina sulla destra che sale verso Ludaria e quindi raggiungiamo i piani di Vas nostro punto di partenza.

Piani di Vas. Quota 1350. Tempo 00 (primo giorno).
Lasciamo le auto in un comodo parcheggio e ci dirigiamo verso un’aperta radura dove splende il sole. I più grandicelli iniziano a preparare qualcosa da mangiare ed a soddisfare i brontolii intestinali, i più piccoli se ne infischiano dei brontolii e corrono verso le giostrine sfogando l’inerzia accumulata in auto e facendo svanire in pochi minuti qualsiasi tipo di malessere fino a poco prima manifestato, fantastici. Dopo aver sopito i morsi della fame ci incamminimao più spensierati che mai lungo la stradina asfaltata in direzione del rifugio che già possiamo vedere in lontananza. Arriviamo ad un bivio dove termina la strada asfaltata e prendiamo la destra, sentiero 227, che prosegue verso casera Campiut. Il percorso è piuttosto semplice, in mezzo al bosco, senza ripide salite se non per tratti molto brevi, insomma può farlo chiunque. Purtroppo si resta sempre all’ombra, difficile scattare foto tanto che le ho cestinate quasi tutte, soprattuto nel primo tratto quello dentro il bosco. Fortunatamente questa mi è riuscita, una casetta in mezzo al bosco, mi sono accorto solo dopo, a casa, guardando con attenzione, cosa racchiude all’interno, mi sono fatto molte domande, ma nessuna risposta. Più avanti invece la vegetazione si dirada, e verso casera Campiut finalmente un pò di luce. Proseguendo sempre dritti si raggiunge un altro bivio, a 1700 mt circa, dove si svolta a sinistra per il rifugio Chiampizzulon prendendo il sentiero 228 che costeggia le creste di Chiampizzulon, alla base delle quali sono visibili i segni di alcune slavine. Il panorma a questo punto si apre verso il monte Tuglia, il picco sulla destra e poco più avanti si raggiunge un poggio panoramico “Belvedere Cuel de Ruedo” con annessa mappa sulle cime più importanti. Da qui si può godere del seguente panorama:


Per cui secondo la tabella trovata appunto al “Belvedere Cuel de Ruedo” abbiamo davanti a noi tutto ciò:


Spero di non aver interpretato male lo schema che in alcuni casi può far nascere qualche dubbio per chi non è pratico dei posti. Proseguiamo oramai in discesa e poco più avanti scorgiamo la nostra meta, ci siamo. Qualche centinaio di metri e raggiungiamo un altro bivio al quale prendiamo a sinistra in netta discesa verso il rifugio ormai a pochi passi sotto di noi.

Rifugio Chiampizzulon. Quota 1628. Tempo 2h 45.
Salutiamo Bruno, e ci sistemiamo nelle camere, quindi giro d’ispezione dentro e fuori. Il rifugio è molto accogliente e carino, le camerette e la camerata sono di livello superiore, direi più da albergo che da rifugio. Fuori un bel piazzale dove i bambini possono correre, alcune sculture di legno e sulla destra un bivacco, sviluppato su due piani: sotto una stufa economica, sopra un tavolato per dormire, quindi …. quindi l’ipotesi di una ciaspolata con notte in bivacco balena subito nelle nostre menti. Intanto si fa sera, le donne meditano, “che se magna stasera”, e siccome la fame si fa sentire non rimane che sederci tutti a tavola per gustare la cucina di Anna. Attenzione se ordinate il dolce tenete conto delle dimensioni delle fette, soprattutto se le taglia Bruno, valgono per due persone in taluni casi anche per tre. Prima della buonanotte non posso non menzionare la mitica partita a briscola vigliacca che ci ha fatto tornare indietro nel tempo di qualche decennio alle mitiche serate giovanili consumate ad annusare gli odori acri del fumo ed a gustare le più disparate tostature dei luppoli. Presi e concentrati nella partita l’ora si fa tarda e gentilmente Anna, con la sua vocina dolce ed esile, ci fa notare che è ora di chiudere (non la porta che era già chiusa da un pezzo).

Il risveglio avviene alle ore più disparate, chi all’alba, così afferma ma fin che non vedo le foto non ci credo, chi più tardi, diciamo con comodo per tuffarsi nell’abbondante colazione già pronta sui tavoli. Pane, tè, latte, caffè, cioccolata, marmellate, miele, biscotti, insomma ce n’è per tutti i gusti. La giornata è splendida, i colori autunnali brillano sotto il sole, quindi dopo aver liberato le camere non ci rimane che riprendere il cammino verso i piani di Vas per tornare alle auto.

Rifugio Chiampizzulon. Quota 1628. Tempo 00 (secondo giorno).
Dopo aver fatto una foto di gruppo, riprendiamo quindi il breve tratto in salita che ci riporta al bivio dal quale si scende al rifugio e riprendiamo il sentiero 228 in direzione della sella di Talm. Il percorso si sviluppa prevalentemente in una docile discesa, per la maggior parte all’ombra, ma davanti a noi i colori autunnali sono spettacolari ed anche una grossa quercia si fa notare. Si raggiunge quindi la strada forestale al cui innesto prendiamo la sinistra verso i piani di Vas. a questo punto la camminata diventa una vera e propria passeggiata in mezzo ad un bel bosco di abeti, rilassante e piacevole dove i discorsi scorrono piacevoli e leggeri come i nostri passi. Il sole inzia a fare capolino, la temperatura si alza, i colori si s’infiammano, ed il giro volge ormai al termine. Raggiungiamo il bivio dove finisce la strada asfaltata percorso ieri pomeriggio, lassù in alto un ultimo saluto al Chiampizzulon, siamo di nuovo ai piani di Vas.

Piani di Vas. Quota 1350. Tempo 1h 15m.
Sono solo le 11, troppo presto per mangiare, nessuno ha voglia di restare qui ad aspettare che la baita al Forcello inizi a sfornare qualche cosa di caldo. Si decide di scendere in paese, acquistare un pò di viveri e fermarsi da qualche parte. Dopo l’ottima spesa negli alimentari aperti in piazza a Rigolato, veramente buono il Gemona affumicato, sostiamo lungo il torrente Degano nei pressi di Esemon di Sopra, peccato per l’aria che disturba un pochino altrimenti il posto sarebbe niente male. Ci acovacciamo in qualche masso il meno spigoloso possibile e gustiamo in santa pace le prelibatezze acquistate a Rigolato così, baciati dal sole, con lo sciabordio del Degano a fare da sottofondo e pensando che purtroppo bisogna rientrare in città.

Un grazie a tutti per la compagnia, secondo me un’esperienza da ripetere tutti insieme, quindi arrivederci a tutti alla prossima proposta familiare ed infine un ringraziamento particoalre a Bruno, che ha organizzato la cosa, e ad Anna che ci ha ospitato.

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