{"id":702,"date":"2011-12-16T08:02:16","date_gmt":"2011-12-16T08:02:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/?p=702"},"modified":"2011-12-16T08:04:37","modified_gmt":"2011-12-16T08:04:37","slug":"camminare-by-paolo-v","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/?p=702","title":{"rendered":"Camminare (by Paolo V.)"},"content":{"rendered":"<p>Psicologia in cammino<br \/>\nGuido Ulula alla Luna (medico e psicoterapeuta, camminatore).<br \/>\n________________________________________<br \/>\nPerch\u00e9 ci piace camminare? Perch\u00e9 \u00e8 tornato a piacerci cos\u00ec tanto, proprio nell\u2019epoca in cui i viaggi con altri mezzi di locomozione sono pi\u00f9 facili ed alla portata di tutti? Perch\u00e9 tanti libri sull\u2019argomento? Perch\u00e9 il fiorire di festival che lo promuovono? Cos\u2019ha di speciale questa che \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice che ogni essere umano, dall\u2019et\u00e0 circa di un anno, fa con assoluta normalit\u00e0? Perch\u00e9 il camminare, che per migliaia di anni \u00e8 stato necessit\u00e0\/fatica\/rischio, \u00e8 diventato inaspettatamente attraente\/trasgressivo\/innovativo per quella fetta di popolazione mondiale pi\u00f9 attenta ad un progresso sostenibile, persone sicuramente benestanti ed istruite?<!--more--><br \/>\nE\u2019 vero che la medicina preventiva ne sta facendo un cavallo di battaglia per combattere le malattie da sedentariet\u00e0 e stress che predominano oggi. I diecimilapassi al giorno, equivalenti ad un\u2019ora di cammino, cio\u00e8 5 o 6 km., dovranno diventare il cavallo di battaglia di ogni medico di famiglia che si rispetti. Negli Usa gi\u00e0 molti medici si rifiutano di prescrivere farmaci, ad esempio quelli anticolesterolo, se i pazienti non fanno diete equilibrate ed una sana passeggiata die. Molti studi hanno ormai dimostrato che semplicemente camminando produciamo una buona dose di quelle sostanze, serotonina ed endorfina ad esempio, che ci danno benessere.<br \/>\nMa la spinta al camminare, esplicitata da tanti racconti in prima persona dei camminatori, va ben oltre queste pur sacrosante motivazioni. Si affrontano ragionamenti pi\u00f9 profondi, che spaziano dal campo psicologico, a quello filosofico, per spingersi spesso ad esplorare dimensioni spirituali.<br \/>\nTutto questo \u00e8 molto interessante, perch\u00e9 pone l\u2019esperienza del camminare a pieno titolo fra le pratiche psicosomatiche, da molti chiamate olistiche, cio\u00e8 che coinvolgono l\u2019intero essere, sia nella parte fisica che mentale. Le teorie della complessit\u00e0 mettono in luce le interazioni fra i diversi aspetti della persona. La fisica quantistica, che \u00e8 alla base di ogni ragionamento scientifico attuale, ha gi\u00e0 da tempo dimostrato che ci\u00f2 che in un momento \u00e8 materia, in un altro diventa energia\u2026 cio\u00e8 non esiste una differenza fra corporeo e psichico, dipende solo dal punto di vista dell\u2019osservatore quello che andremo a descrivere. Si intravede l\u2019ipotesi che attraverso il gesto del camminare l\u2019uomo comune sperimenti in prima persona il superamento dell\u2019assioma cartesiano, che pone come fondamento dell\u2019essere umano il pensare rispetto alla fisicit\u00e0 nella conoscenza del mondo. Il pensiero sopra il corpo, cos\u00ec come l\u2019uomo sopra la natura. Un antropocentrismo che sta portando alla distruzione del pianeta in cui viviamo e, di conseguenza, dell\u2019uomo stesso. Il camminatore consapevole sa che cerca armonia con l\u2019ambiente che attraversa, come sa che vuole provare un sentirsi unico, intero e in sintonia con tutte le parti del proprio s\u00e9.<br \/>\nLo scopo della psicologia \u00e8 conoscerci. Se per conoscerci oggi usiamo anche il camminare, vuol dire che abbiamo spostato il nostro modo di osservare i fenomeni, che usiamo la totalit\u00e0 del nostro corpo come vera e propria sonda nel mondo, che non impariamo da presunzioni intellettuali ma torniamo a fidarci di tante altre nostre componenti. Jung, descrivendo le tipologie umane, spiega che esiste una funzione pensiero ed una sensoriale, la prima specifica del cervello maschile e la seconda del cervello femminile. Non c\u2019\u00e8 nessun dubbio che la nostra civilt\u00e0 ha ipertrofizzato la modalit\u00e0 pensiero\u2026 il famoso ritratto dell\u2019uomo con una testa enorme rispetto ad un corpo minuscolo. I guai derivati dall\u2019allontanamento dall\u2019equilibrio fra queste due componenti sono drammaticamente evidenti, sia nella salute dell\u2019uomo che in quella del pianeta. Col camminare noi torniamo a privilegiare la sensorialit\u00e0. E\u2019 a partire dai sensi che costruiamo il nostro sapere. Non \u00e8 solo l\u2019inebriarci di un bel paesaggio, del profumo dei fiori, del gusto di un frutto colto al volo, delle carezze del vento, del canto degli uccelli\u2026 una vera orchestra sensoriale scatenata dal movimento nella natura. E\u2019 che camminando saniamo la ferita di un uso abnorme della testa, riusciamo finalmente a dare pace a quel devastante pensare che \u00e8 alla base di ogni forma di ansia o depressione. Non \u00e8 solo il respirare a pieni polmoni che ci d\u00e0 gioia, ma il ridare voce a quelle tante parti di noi svalutate da una visione filosofica errata. Nel camminare finisce la dittatura del pensiero e si torna alla democrazia fra tutte le nostre componenti. Questo risentirci uomini in sintonia con noi stessi e con la natura, avr\u00e0 sicuramente effetti positivi sulla nostra salute individuale e sul come cureremo l\u2019ambiente che ci nutre.<br \/>\nJung divide poi le personalit\u00e0 in prevalentemente estroverse o introverse. Non c\u2019\u00e8 dubbio che la nostra civilt\u00e0 ha sposato l\u2019estroversione, che \u00e8 apparire\/dover essere all\u2019altezza\/rispondere a modelli\u2026 il tutto finalizzato al consumismo. Chi non si d\u00e0 da fare a farsi conoscere\/accettare rischia di essere emarginato dagli altri\u2026 al limite di venir considerato un depresso o un antisociale. Questo prevalere del superficiale mostrarsi, del mettersi la maschera adatta alla situazione, ha portato ad un estremo impoverimento della capacit\u00e0 introspettiva, che \u00e8 dialogo con noi stessi, vera conoscenza del nostro essere autentico, il saper stare da soli, l\u2019andare a fondo del nostro talento, curiosi in quanto unici ed irripetibili, ognuno diverso dall\u2019altro. Anche qui, i camminatori ci stanno insegnando che lungo la strada si dilata il tempo del dialogo con noi stessi. Anche le difficolt\u00e0 del cammino ci aiutano a rinforzare non solo la tempra fisica, ma proprio la determinazione di mettere alla prova i nostri intenti, costringendoci a superare le paure. Entrare nell\u2019agire, in prima persona, noi di fronte alla realt\u00e0 della natura e della vita, ci d\u00e0 il coraggio di lasciarci andare al \u201csia quel che sia\u201d, quel vivere \u201cqui e ora\u201d che ci permette di fuggire dai fantasmi del passato, presenti a noi e agli eventi che momento per momento arricchiscono il nostro vissuto. Il cammino dunque come palestra d\u2019introversione. Vista questa come una ricchezza, come uno strumento per coltivare quello che io chiamo il nostro \u201cspazio interiore\u201d. Definisco spazio interiore quella dimensione malinconica che in noi percepisce il mistero della vita e della morte. E\u2019 nel silenzio del camminare che sentiremo emergere intuizioni ed emozioni e consapevolezze, che nel quotidiano sommergiamo o neghiamo nel dover essere come qualcuno ci vuole. Il camminare ci serve a ritrovare la vera libert\u00e0, che non \u00e8 solo un andare senza meta precisa, ma il poter finalmente viverci per quello che siamo, nella semplicit\u00e0 del movimento spontaneo.<br \/>\nIl camminare \u00e8 per\u00f2 anche l\u2019incontro dell\u2019altro, sia esso il nostro compagno di viaggio o chi ci capita lungo il percorso. Forti della nostra identit\u00e0 ritrovata, del nostro radicamento alla realt\u00e0, siamo veramente pronti a sperimentare l\u2019empatia. La competitivit\u00e0 che caratterizza la media delle relazioni della nostra esistenza \u201cnormale\u201d, viene superata, perch\u00e9 prevale il senso di apertura, la necessit\u00e0 del confronto autentico. Non ci sono altri interessi in gioco se non la possibilit\u00e0 in un attimo di rispecchiarci nell\u2019altro e scambiare la nostra umanit\u00e0. Jeremy Rifkin sostiene che solo educandoci all\u2019empatia potremo contrastare la negativit\u00e0 e distruttivit\u00e0 che il razionalismo e il materialismo ci hanno instillato. Il cammino \u00e8 empatico perch\u00e9 da sempre il viandante e il filosofo percorrono la stessa strada. E l\u2019empatia sappiamo che \u00e8 anche la via maestra che ci pu\u00f2 sbilanciare verso la dimensione dell\u2019amicizia e dell\u2019amore. Il camminatore, consapevole della rivoluzione interiore ed esteriore che compie col suo semplice gesto, sa che pu\u00f2 trasformare la sua vita aderendo all\u2019etica del viandante. Che \u00e8 uscire da mete o scopi precostituiti, spesso falsi e arbitrari, per entrare nella concretezza del vivere la vita per quello che \u00e8, cio\u00e8 accettando i continui imprevisti che ogni viaggio porta con s\u00e9. E\u2019 imparare l\u2019elasticit\u00e0 e l\u2019adattabilit\u00e0, contro la rigidit\u00e0 del dover essere o adeguarsi a. Il cammino \u00e8 uno dei simboli pi\u00f9 chiari del cambiamento, e il cambiamento continuo \u00e8 l\u2019emblema della vita stessa.<br \/>\nChi cammina accetta che \u00e8 corpo. Nell\u2019epoca dell\u2019anoressia, in cui si vuole essere l\u2019immagine desiderata, in cui l\u2019ideale prevale sul reale, il camminare ci riporta coi piedi per terra. Perch\u00e9 camminando usiamo il corpo, lo sentiamo\u2026 ci fa male lo sforzo\u2026 ci danno piacere i sensi all\u2019opera. La realt\u00e0 vera esiste, e passo dopo passo ci alleniamo ad affrontarla, per quello che \u00e8. La pioggia \u00e8 la pioggia, la salita \u00e8 la salita, una vescica \u00e8 una vescica\u2026 il sorriso o il malumore di un compagno di viaggio, quello sono, e non quello che mi aspetto e che mi deluder\u00e0 sempre se non lo avr\u00f2.<br \/>\nE qual \u00e8 l\u2019ideale che caratterizza la nostra epoca, il cui emblema \u00e8\u2026 l\u2019orologio? La fretta, la velocit\u00e0, l\u2019essere attivi, il farcela sempre e comunque nei tempi giusti. Anche i 1000 metri di dislivello vanno fatti nel tempo scritto sul segnavia o sulla guida cartacea o dettoci dalla guida di turno. E il piacere? Siamo una finta societ\u00e0 del piacere\u2026 il piacere lo si vende e consuma\u2026 si \u00e8 smarrita totalmente l\u2019arte di viverlo. Solo negli ultimi anni sta emergendo di nuovo, ed era ora, la cultura del piacere. Cosa stiamo al mondo a fare? A lavorare e fare soldi? No, godiamoci i pochi e fuggevoli anni di questa vita, col gusto dello slow food, con le esperienze sensoriali dei centri benessere e delle terme\u2026 con il cammino lento, consapevole, solidale e, specialmente, creativo. Magari fermandoci e usando tutta la nostra leggerezza in una improvvisata opera di land art. Oppure, sdraiati su un prato e guardando le nuvole, inventare un gioco, come quando si era bambini, e la voglia di vivere davvero ce l\u2019avevamo ancora.<br \/>\nIl camminare non \u00e8 semplice solo nella sua meccanica. E\u2019 che attraverso di esso ci riappropriamo della semplicit\u00e0 del vivere, delle sue cose essenziali. Il valore aggiunto che oggi possiede il viandante \u00e8 la critica radicale, rivoluzionaria addirittura, attuata e non solo dichiarata, a quell\u2019uomo economico che sta uccidendo se stesso e l\u2019habitat che lo ospita. E\u2019 il riscoprire la nostra selvaticit\u00e0, la natura profonda di cui siamo fatti. La modesta pratica del passo dopo passo, si fa anche predica, si fa meditazione, si fa ponte verso la spiritualit\u00e0. Che \u00e8 oscurare la mente vigile, fare silenzio, fermarsi ed ascoltare la nostra interazione col grande Tutto, il nostro misterioso appartenervi. Qualcuno, forse esagerando, dice che nel cammino arriva a una forma di soddisfazione erotica. Io credo che non vadano confusi i piani, che l\u2019erotismo sia ambito della modalit\u00e0 pi\u00f9 elevata dell\u2019esprimersi umano, che si chiama amore\u2026 \u00e8 l\u00ec che riproduciamo noi stessi. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un\u2019analogia. Come l\u2019antica disciplina del Tantra ci conduce, attraverso il piacere dei sensi, alla scoperta dei livelli pi\u00f9 elevati del trascendente, cos\u00ec il camminare, con meno raffinatezza ma con altrettanta ricerca, ci rieduca a trovare la giusta collocazione esistenziale della nostra umanit\u00e0. Quella di essere elementi di congiunzione tra Terra e Cielo.<br \/>\nCamminoterapia allora? Io credo decisamente di s\u00ec. Sono talmente tanti i piccioni che prendiamo con una fava, che la parola non ci deve spaventare. Semplice e alla portata di tutti, gratuita, portatrice di benessere fisico e psicologico, socializzante, creativa, adatta alla filosofia ed alla religiosit\u00e0 spontanea, fonte infinita di curiosit\u00e0, esperienziale ecc ecc Senza considerare che questa sana pratica diminuirebbe l\u2019uso eccessivo di farmaci con svariati effetti collaterali e costi rilevanti per la comunit\u00e0\u2026 in periodo di crisi economica non mi par poco. Servono dunque camminoterapeuti, che vuol dire avere il coraggio di proporre a tutti ci\u00f2 che abbiamo imparato sulle nostre gambe in tanti anni di viaggi a piedi. Una vera specialit\u00e0, direi in ambito preventivo e psicosomatico, \u00e8 il camminare. E tutti noi, che riflettiamo su questi temi, potremo testimoniare la felicit\u00e0 che otteniamo dal nostro modo di andare.<br \/>\nIl camminare \u00e8 allora la panacea universale? Ahim\u00e8 no. La legge principe della psicologia \u00e8 che\u2026ognuno di noi \u00e8 diverso dall\u2019altro. Seri studi volti a scoprire qual \u00e8 il fattore scientificamente dimostrabile che ci rende sani e felici (si sono indagati i grandi anziani che, per l\u2019appunto, arrivano a morire senza alcuna malattia ed ancora contenti della vita che fanno), sostengono si tratti della curiosit\u00e0. La curiosit\u00e0 \u00e8 avere ancora voglia di stare al mondo per fare qualcosa che ci piace e ci interessa. Allora\u2026 non a tutti piace e interessa il camminare! C\u2019\u00e8 a chi piace ballare, a chi suonare, a chi stare al computer, a chi\u2026 far niente. Possiamo e dobbiamo spiegare a tutti quanti quali sono i benefici del camminare, che \u00e8 una delle caratteristiche geneticamente strutturali dell\u2019animale uomo, ma se a qualcuno non va\u2026 \u00e8 inutile insistere, ha ragione lui. Non esiste un\u2019unica strada per la nostra evoluzione. Anzi, \u00e8 auspicabile che si sappiano percorrere strade diverse. Oltretutto non abbiamo neppure chiaro per arrivare a quale meta.<br \/>\nAlla fine, io cammino per il piacere di farlo. Da solo, con la mia compagna o col mio amico, o con uno dei meravigliosi gruppi di appassionati che hanno sposato questa splendida utopia.<\/p>\n<p>Guido Ulula alla Luna (medico e psicoterapeuta)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Psicologia in cammino Guido Ulula alla Luna (medico e psicoterapeuta, camminatore). ________________________________________ Perch\u00e9 ci piace camminare? Perch\u00e9 \u00e8 tornato a piacerci cos\u00ec tanto, proprio nell\u2019epoca in cui i viaggi con altri mezzi di locomozione sono pi\u00f9 facili ed alla portata di tutti? Perch\u00e9 tanti libri sull\u2019argomento? Perch\u00e9 il fiorire di festival che lo promuovono? Cos\u2019ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/702"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=702"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/702\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":705,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/702\/revisions\/705"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.sanlorenzopd.it\/wp\/arditi\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}